A SHORT APNEA
s/t

wallace 03
10 tracks
50"
1999
CD digipack

mp3 : E-Statico

Neuro
Seki Tatlic
It is hard for me to remember such a good impression after first listening of a new band. Not because of bad memory. With structural dinamics which just looks broken, really good use of variety of all created sounds (on 8 guitars) and atmosphere which is really forceing you to listen to the record, a short apnea give upgraded meaning to the term; quality of sound. Musical background of these four men (probably) comes from faust, neu, can, tortoise as well as slint and gorge trio, all great bands whose "sound voyages" are just broaden, not copied, by a short apnea. Songs are oftenly starting with cacophonic / noisy block which is later becoming calm, ambiental wall of sound (with acoustical guitar elements), which is still present and alive! Mass of guitars, awesome drum kit sounds in combination with eletronicaly processed beats, various proccesors usage combined and stylishly packed. A short apnea should be listened to in closed space, because it tells about open space.

I-dbox
Gianluca Sirri
A short apnea è una creatura raffinata ed istintiva che implode senza fretta su binari sonori privi di programmi ed obiettivi certi. I padri visionari di questa creatura sono tre membri dei six minute war madness xabier iriondo (chitarrista anche degli afterhours), paolo cantù e fabio magistrali. I tre, avvalendosi in qualche brano delle splendide recitazioni di federico ciappini (cantante dei smwm) annullano il tempo dando vita a dieci tracce claustrofobiche ed ipnotiche, cariche di emozioni ma allo stesso tempo minimali. Tre esperienze autonome e sentite, differenti e malleabili che si fondono in un esperimento sintetico e minimalista. Asa è visitare ed essere visitati in un paesaggio in cui suoni e rumori sembrano non avere bisogno di conducenti. Forse non per tutti è facile farsi esplorare da questa creatura che divora e vomita sensazioni, ma chi ci riesce ne esce fuori arricchito.

Bassa fedelta'
Carlo Bordone
A volte, la bassa fedeltà è una condizione dello spirito, più che una questione di rigidi protocolli musicali. L'esordio degli a short apnea (progetto laterale degli eccezzionali six minute war madness)potrà disorientare i lettori più oltranzisti, ma se non siete dei talebani del punk rock il consiglio è quello di avvicinarvi (con le dovute cautele, naturalmente) a questo disco.un lavoro fatto di rumorosissimi silenzi, di rarefazioni sonore e di violente implosioni, molto vicino alle ultime elecubrazioni degli starfuckers. Il punk, qui, è tutto concettuale: nessun one, two , three, four zero accordi rock'n'roll. Solo pulviscoli di note, che a volte sembrano aggregarsi, altre volte vagano in libertà. Psichedelia? Post rock? Non importa. Sarebbe ora di affrancarsi dalle definizioni di genere, e dalle guerre di religione musicale. Ciò che conta è che a short apnea è un disco bello e avventuroso, e una preziosa via di fuga dal conformismo pop dilagante. Un disco dove l'unico volume alzato è quello delle idee. Provatelo.

Blow up
Stefano Bianchi
Come non considerare questo cd un progetto parallelo dei six minute war madness? Metà della band è dentro : ci sono xabier iriondo (anche negli afterhours), paolo cantù e il produttore fabio magistrali, per giunta coadivati alla "recitazione" di alcuni testi da federico ciappini. Insieme hanno prodotto un rock sfibrato e sfilacciato, complesso, imploso, che sperimenta su rabbie e autocontrolli, indescrivibile se non per immagini e allusioni. Provate quindi a shakerare insieme franti, starfuckers e massimo volume. Per heat in june aggiungete i june of 44 del primo album. Forse ci siete (ci sono). Aggiungete anche una certa maniera di trattare i suoni canonizzata dall'elettronica avanguardistica tedesca. Sia che ci si affidi a sibili e chitarre e voci sussurrate (il mondo in presenza di cose) oppure a battiti cardiaci compromessi da valvole bizzose (e-statico) la musica degli a short apnea vive in un universo stranito da suoni acustici ed elettronica umana, malinconico e ipnotico, forse folkie, urbano e brumoso (a short apnea), forse franti e forse massimo volume (racso, neon paralleli), forse starfuckers (la nota nera per il tasto bianco), forse solo una variabile del rumore. Si devono proprio trovare altre parole per parlare di musica di questi tempi. E' impossibile altrimenti dire cosa accade in episodi come i've found my eyes o visita notturna al museo mnestico. Può darsi che si tratti di un gioco e che in fin dei conti non sia poi troppo difficile evocare un suono piuttosto che suonarlo. Va da sè che è di sentimenti che si tratta - ancor prima che di sensazioni - e quindi ogni altra considerazione può andare a farsi friggere: resta solo il piacere dell'ascolto, al di là dell'ipotesi critica. Epperò episodi come la lunghissima, spettacolare heat in june (i june of 44 come raramente) e note a margine (a suo modo canterburiana) non possono proprio essere frutto del caso. Gran bell'album e grande soddisfazione per noi di blow up, che su suoni simili abbiamo scommesso addirittura la nostra esistenza. E' questo che vorremmo ascoltare più spesso dalle band italiane, vorremmo che osassero e trasgredissero, si compiacessero un po' e ci facessero ascolatare musiche persino inaudite.

Truckfighter
Gabriel Hermansson
It feels like there are some mighty interesting things happening down in italy within experimental music these days. Bands such as giardini di miró and madrigali magri are just two examples of the fact that that innovative music is beeing made in italy. Another remarkable example is last years compilation 'tracce' on wallace records. Even though the quality varied quite a bit some of the bands on that comp were simply amazing. One of the songs that caught my attention on that disc was a 20 minute long experimental instrumental song by a band called a short apnea. Now, wallace records has released a fullength album with that very band. And it sure is one impressive piece of music. The songs vary from beautiful ambient soundscapes to dischordant keyboard-drenched noise to instrumental rock. Sometimes with whispered vocals in italian, which makes it even more exotic. Diversity is the word. Never boring for a second, never without curiousity and playfulness. This album is amazing. I dont know how i easy it would be to get ahold of this, but i can promise that its worth the effort.

Jam
Emanuele Pietripaoli
Avevamo conosciuto il lavoro del progetto a short apnea qualche tempo fa, quando il trio composto da fabio magistrali, paolo cantù (six minute war madness) e xabier iriondo (smwm e afterhours) aveva accompagnato le performance visive di maria mesch. A testimoniana di quella collaborazione rimane oggi un interessante vhs realizzato l'anno scorso. Ritroviamo oggi i tre alle prese con un vero e proprio album e con l'intento di creare musica fine a se stessa, vale a dire autosufficiente, sena dover essere per forza il compendio sonoro di qualcos'altro. In questo senso funziona il disco? Abbastanza. A short apnea è opera di pura sperimentazione e come tale deve essere interpretata e fruita: della sperimentazione conserva quindi sia i pregi riconosciuti (libertà stilistica, ricerca, improvvisazione) che i difetti più evidenti (autoreferenzialità e autoindulgenza). Ecco quindi che anche nei pochi episodi nei quali fa capoplino la voce (quella di federico ciappini, cantante nei smwm) non ci si trova di fronte a canzoni, quanto piuttosto a partiture aperte nelle quali le parole rimangono come sospese in un tappeto sonoro fatto di suoni, rumori ed effetti vari. Una sola eccezione a questo schema, è quella data dalla lunghissima heat in june che per un solo attimo (anzi per qualche minuto) fa sembrare il trio come un autentico trio rock. Coraggioso e lodevole, a short apnea è disco indirizzato a un pubblico attento e appassionato, roba da cultori della materia, insomma. Eppure rimane la sensazione che accentuando la struttura musicale delle composizioni il risultato finale non sarebbe stato più ordinario, bensì solo più comprensibile. Voto 6,5 ( perché apre un nuovo percorso per l'italia, dal rock all'avanguardia

Marsiglia
Mateo Casari
50 minuti di note accordi arpeggi suoni feedback armoniche brevi testi qualche percussione souni tanti suoni... Il progetto che non ti aspetti, è quasi indescrivibile quindi il suggerimento è trovarlo--- non ne capitano tanto spesso di cose così in italia. Vi descrivo però la fantasiosa confezione: una scatola che portava una bobina a 8mm probabilmente. Con su il timbro di ashortapnea un pezzo di carta formato a3 sul giallognolo con i titoli e una spiegazione di cosa sia successo che li ha portati a creare tutto ciò. Discretamente sconvolto il vostro recensore ascoltatore

Il mucchio selvaggio
Federico Guglielmi
Con il sostegno dell'abituale buongusto e di una squisita attitudine artigianale qui sottolineata dall'originalissima confezione,john "wiz" vignola ha estratto dal suo colorato cilindro un ennesimo attestato di vitalità dell'underground italiano più sincero: gli a short apnea, ensemble parallelo ai six minute war madness che, come in qualche modo "spiegato" dal nome, si muove in territori musicali abbastanza diversi da quelli battuti dalla band-madre. I chitarristi xabier iriondo (anche con gli afterhours) e paolo cantù, titolari del progetto insieme al tastierista/manipolatore fabio magistrali, hanno infatti elaborato una formula mesmerica, eterea e vagamente stralunata, che con le sue soluzioni per lo più strumentali ( anche se non manca il contributo al canto - o meglio alla recitazione - di un altro smwm, federico ciappini) proietta in un universo dove i rarefatti intrecci di trame acustiche, elettroniche ed elettriche, frutto di un approccio sperimentale di tipo improvvisativo, si rivelano quantomai prodighi di forti suggestioni. Alla regola della negazione del rock sfugge solo la peraltro splendida "heat in june", di sicuro il momento più immediato ed accessibile di un lavoro forse un po' ermetico ma di sicuro non ostico….. Che sa avvincere e conquistare non solo con il suo incedere fluidamente torpido ma anche con l'evocatività delle pause e dei silenzi. Per quel che possono valere le etichette, da catalogare al file "psichedelia", senza curarsi di quella vocina che continua a sussurrare "post rock,"post rock".

Il mucchio selvaggio
Gianluca Polverari
Brancaleone, roma, 28 ottobre (concerto con us maple) il concetto di rumore in musica ha fatto sempre molto discutere, creando divergenze sempre maggiori tra i suoi estimatori e chi invece proprio non riesce a concepirlo: la storia, comunque, ci insegna che ci sono sempre stati sperimentatori che hanno tentato di creare nuovi percorsi sonori attraverso il rumore, seppure con risultati spesso altalenanti. Tra quelli che in ambito italiano hanno recentemente intrapreso una ricerca in tal senso sono da citare i milanesi a short apnea, terzetto guidato da xabier iriondo, ai più noto per essere il chitarrista degli ormai celebri afterhours. Ebbene, gli a short apnea hanno realizzato un cd per la beware! Dove si esplorano, con un magma elettrico distorto e dilatato, le nuove frontiere dell'improvvisazione in ambito noise, riprendendo talvolta anche idee dei primissimi gastr del sol di david grubbs e jim o'rourke; indubbiamente un bel disco, nel quale l'ascoltatore viene invitato quasi istintivamente a porre un'attenzione particolare nella percezione dei suoni e nelle loro evoluzioni. Al brancaleone, il gruppo si è presentato come spalla dei folli statunitensi us maple, dando vita ad una serata all'insegna della ricerca e della schizofrenia con grande e sentita partecipazione di pubblico. Con questo bel presupposto la band lombarda ha spiazzato chi già la conosceva, poiché il suo set è stato di una furia devastante, assai diverso rispetto all'album. Anche qui regnava la sperimentazione sulle chitarre e sui loro vari effetti (xabier aveva veramente un bel campionario di pedali), rumore puro che spesso è esploso in fragorose accelerazioni che sono l'esatto contrario di ciò che è presente sul cd. Certo, seguire live come questi non è ancora per tutti, ed osservando le espressioni di alcuni volti in sala si è notato un certo smarrimento, ma il fatto stesso che nessuno se ne sia andato dimostra che, forsse, i tempi sono maturi per l'accettazione di queste ostiche proposte, de quali a short apnea sono da considerare eccellenti interpreti.

Rumore
Marco Mathieau
Dietro l'azzeccato titolo di questo progetto si cela l'identità di musicisti come xabier iriondo, paolo cantù e fabio magistrali: afterhours, six minute war madness e jungle sound station, insomma. Qui i tre si impegnano in un'opera di ricerca, non per tutti digeribile ma di sicuro interesse: trattasi infatti di suoni non convenzionali, in bilico tra rumore e poesia e i cui risultati possono anche essere casuali, nel contesto di voluta sperimentazione che li vede alle prese con macchinari analogici, utilizzati per le registrazioni casalinghe. Questo cd è in effetti il frutto di collaborazioni, ricerche personali e soprattutto sperimentazioni collettive, lontano dai limiti strutturali della forma canzone. Emergono e scompaiono suoni a volte cupi, altre volte solari, generati da chitarre, effetti e semplici feedback a forma di nota, ma qui e la' affiorano anche le parole: sono quelle di federico ciappini, compagno di vecchia data dei tre musicisti lombardi. In alcuni casi risultano essere originali ("il mondo in presenza di cose" e " neon paralleli") mentre in altri casi sono il frutto della tecnica "cut-up" applicata ad altri autori ("racso" e "la nota nera per il tasto bianco"). In totale si contano dieci tracce per quasi cinquanta minuti di durata: un lavoro interessante, quasi affascinante, ma senza dubbio confezionato in modo insolito e reso possibile dalla coproduzione con l'attiva beware!.

Caltanet
Massimo Garofalo
Un semplice artwork, una semplice custodia di cartone e un prezzo contenuto per un grande, grandissimo disco. Xabier iriondo, paolo cantù e fabio magistrali hanno unito le loro forze sotto la sigla a short apnea per realizzare un album frutto di manipolazioni di materiali chitarristici (e non solo) precedentemente realizzati dai singoli, su di cui improvvisare insieme nelle sedute di improvvisazione che hanno preceduto la realizzazione di quest'album. 50 minuti di musica in libertà, senza programmi e obiettivi, un disco che fa della deriva sonora il suo tratto fondamentale e il suo principale punto di forza. Chitarre dilatate, feedback, rumore bianco, un misterioso amalgama di attrezzature analogiche a bassa fedeltà: questi gli ingredienti di un disco in cui timidamente si inserisce anche la voce umana, perlopiù recitante. I lunghi momenti di improvvisazione, così come i brani realizzati con un processo compositivo più canonico, sono stati oggetto di lunghe manipolazioni in studio a posteriori, alla ricerca delle infinite possibilità offerte dalla manipolazione e dal mixing computerizzato. Un disco prezioso, che dovrete cercare con la stessa caparbia passione con cui si va alla ricerca di un tesoro nascosto.

Vida
Mauro Zola
Prima di tutto lasciatemi fare un plauso a gruppo ed etichetta per la cura sempre riservata alla confezione. E poi anche quando oggetto d'attenzione diventa il fatidico dischetto le sorprese, piacevoli, non mancano. Il trio lombardo si muove, già lo saprete, sulle coordinate di un post rock piuttosto ostico, ma ci riesce senza perdere di vista caratteristiche melodico-compositive ben precise. Ovvero mai si lascia pervadere dal narcisismo strumentale, raramente esce dai canoni dell'oggetto canzone, pur non rinunciando a sbrigliare i toni e a giocare con l'argomento rumore. In sintesi canzoni oblique destinate non certo a tutti, ma che comunque sapranno agevolmente scavare nelle anime più sensibili

Rocksound
Ailen Gamberoni
Siamo italiani e ne siamo fieri, una volta in più dopo aver ascoltato questo coraggioso disco. Non esagero e non scherzo con questa introduzione particolarmente "patriottica" perchè si tratta davvero di produzioni che non hanno nulla da invidiare ai diretti referenti americani. Dietro questo misterioso nome a short apnea si nasconodono i 'parenti' musicali di afterhours e six minute, xabier iriondo, paolo cantù e fabio magistrali. Il lavoro è completamente immerso in un'atmosfera gravida di improvvisazione ed ispirazione dove feedback, loop ed effetti elettronici si intersecano in tele astratte ed oscure, completamente immerse in un mare di oscillazioni mutanti (e-statico, visita notturna al museo mnestico). Per saperne di più e far uscire dalla nicchia questi audaci maniaci delle note vi consiglio non solo di ascoltare queste strane creature, ma di andarli a vedere dal vivo dove il cerchio si chiude in una performance incredibilie.