EAReNOW
Ffrr

wallace 35
6 tracks
21"
2003
CD 80mm

mp3 : EAReNOW
mp3 : Live at Bloom 26 September 2004 (A.Morelli, X.Iriondo, P.Cantù)

Sands-Zine
Alfredo Rastelli
EAReNOW è la seconda uscita per la 'MailSeries' della Wallace, serie che si occupa di pubblicare materiale esclusivamente in CD da 80mm e che segue di svariati mesi la pubblicazione del progetto 2partiMOLLItremolanti, per chi scrive una delle cose più belle ascoltate nell’anno appena trascorso. Filo conduttore di questa serie sembrerebbe la presenza di Xavier Iriondo (attivissimo tra A Short Apnea, Damo Suzuki’s Network, Tasaday, e appunto 2partiMOLLItremolanti, solo per citare le cose più recenti) protagonista di entrambe le uscite (nonché della terza di prossima pubblicazione), ma in senso più generale va individuato nella ricerca e nella voglia di sperimentare varie soluzioni all’interno del circuito dell’ elettro-acustica. Ad affiancare in questa occasione Xabier Iriondo c’è il DISSOI LOGOI Alberto Morelli. La strumentazione messa loro a disposizione darà forse un’idea più chiara per comprendere i 20 minuti di musica in questione: piano, harmonium, guitars, fender rhodes, melodica, farfisa organ, piffero, sea shells, voci, sanza, gramophone, radio. Gli elementi per un disco memorabile ci sono tutti: c’è il calcolo e l’alea, l’estro e improvvisazione, i silenzi e i crescendo sinfonici, l’uso di nastri pre-registrati e la presa di suoni in diretta, l’elaborazione e il desiderio di sfuggire la seriosità ma soprattutto c’è, a mio parere, l’intento di evitare una mostra sterile di idee, di essere compiuto e di rendere il tutto fruibile e soddisfacente all’ascolto. L’avanguardia-rock dei This Heat e il trattamento sonoro dello Steve Roden di In Be Tween Noise, il gusto per l’antico (la melodia italiana, una costante nei lavori di Iriondo) e uno sguardo attento alle avanguardie, fanno di questo tre pollici un lavoro ancora una volta imperdibile e spero basti a convincervi nel seguire con attenzione la MailSeries della Wallace e a non lasciarvi sfuggire questi gioiellini.

Ffrr è l'incipit "naïf" del progetto, un saluto esplicativo e volutamente traditore. Harmonium, Fender Rhodes, melodica e violino accompagnano all'ingresso di un luogo apparentemente definito e semplice nei suoi contorni. L'armonizzazione vagamente cantherburiana sostiene un tema che ricorda le cantilene infantili. Un invito ad alleggerire l'ascolto da "prospettive adulte". Il "tradimento" di questo saluto è costruttivo e non provocatorio: la semplicità armonico-melodica di ffrr prelude al concretismo di Sospiri e preghiere, svelando così il gioco fra i contrasti che permea tutto il progetto. Per Sospiri e Preghiere abbiamo condito alcuni passi in un grande spazio coperto con un gioco di sospensioni tra soffi, conchiglie, un anomalo piffero ed un rosario recitato da 4 anziane signore in una chiesa buia e fredda a Spello, il tutto spezz(i)ato da una chitarra blues affannata. Out of Africa prende spunto dalla recente scoperta della "Black Eva", da cui si conferma l'origine africana della specie umana. Ci piace pensare che nel nostro DNA ci sia una profonda traccia di questa origine e Out of Africa ne rappresenta un omaggio, anche a dispetto di chi si ostina a esorcizzare la commistione di culture e costumi ostentando una presunta purezza della razza. Mille e un folletto risvegliano il Visir è il titolo di un brano i cui riferimenti sono il minimalismo, l'atonalità, il rumorismo e la magica pervasività delle onde radio sw. Riley e Ligeti sono certamente i numi ispiratori dell'attitudine tastieristica. L'ostinato ritmico atonale viene esasperato e contrappuntato da campionamenti ed elaborazioni in tempo reale. L'intrusione di un canto arabo captato da una radio sintonizzata sulle onde corte ci svela che la cascata di note altro non era che un esercito di folletti notturni che hanno interrotto il sonno pesante di un Visir. L'ostinato riprende subito dopo in forma esasperantemente distorta, portandoci da un pieno caotico all'apparente sospensione del vuoto acustico. Frammenti di lontani ricordi (78 giri) circondano il corridoio del silenzio di finestre aperte; muto spazio di riflessione e/o abbandono nel quale far entrare (come il titolo suggerisce) i suoni provenienti dall'esterno, fondendoli con la nostra musica. Nella seconda metà di finestre aperte l'harmonium dialoga con i fantasmi che dapprima si dondolavano nell'apparente vuoto introduttivo, sostenendoli su una inaspettata successione armonica che sfocia nella ripresa tematica di ffrr. Si svela con ciò la struttura a mo' di suite dell'intero progetto. L'invito ad aprire le finestre è un omaggio all'attitudine inclusiva di molta avanguardia del secolo scorso, a partire dalle musiche da tappezzeria di Satie, passando per l'Arte dei Rumori di Russolo, fino ad arrivare a Cage con il suo 4'33". Manifesto/Contenitore del progetto, battimenti di scrittura mista racchiude con una certa sintesi i concetti sviluppati nell'intero lavoro. Melodia e rumore, microintervalli e temperamento, sospensione e ritmo si alternano in un caleidoscopio di colori che man mano si arricchisce nello sviluppo. L'incipit armonico-melodico di harmonium e voce non è circoscritto in un ambito puramente tonale e ben temperato. Piuttosto la tonalità e il temperamento, espliciti nella ripresa finale del giro armonico di ffrr, vengono raggiunti sfumando dall'iniziale uso di microintervalli. Pagine dattilografate e poi strappate contornano e dialogano con voci vicine e lontane, chitarre distorte squarciano l'armonizzazione principale del disco ( ffrr ) ed alternano concretismi di varia natura (una partita di pelota basca, un antico grido usato per comunicare tra valli lontane: l'irrintzi). Il caos organizzato finale racchiude crude sonorità, atonalità ed un bordone "nichilista" che annienta e trascina tutto con se. Un gioco, nella forma di omaggio alla casualità, ha fornito lo spunto compositivo del brano EAReNOW . Un minuto e mezzo di materiale, registrato separatamente e senza accordi preventivi. Nessuno sapeva cosa gli altri avevano realizzato, nessuna bussola che orientasse timbricamente, armonicamente o ritmicamente: solo la durata restava come unico elemento noto. Il risultato era fornito dalla giustapposizione delle take realizzate.