OVO / SINISTRI with XABIER IRIONDO
Phonometak Series 3

6 Songs
24 Minutes
Released: September 2007
10" vinyl

Rock Lab
Daniele Guasco
Per la terza uscita che vede la Wallace affiancare i Phonometak Labs di Xabier Iriondo - quindi reperibile solo in vinile a 10” - i due gruppi chiamati a riempire i solchi sono tanto lontani musicalmente quanto vicini nei risultati raggiunti nell'impresa di portare nuova linfa alla musica italiana: gli Ovo e i Sinistri. Il lato dedicato al duo Pedretti/Dorella ricalca quello a cui gli Ovo ci hanno abituati: furia sonora, rumori deliziosi, un suono torbido e avvolgente che colpisce con mira da cecchino grazie al peso degli strumenti e alle taglienti lame vocali. Tutto questo va a concretizzarsi in sole quattro tracce per poco meno di quattordici minuti di musica tra momenti deliranti ed altri più meditati ma sempre indirizzati a una ormai classica oscurità del suono. In pratica, i soliti ottimi Ovo. Non sorprendono neanche gli splendidi dieci minuti di singhiozzante improvvisazione dei Sinistri, capaci di dare vita al solito serpente sonoro che lentamente avvolge l'ascoltatore tra spire funkeggianti, un ritmo ossessivamente ancheggiante e delizie chitarristiche. In poche parole un ottimo vinile, capace di raccogliere le idee di due delle più interessanti e longeve proposte musicali italiane che in questi due lati riescono a riversare la loro bravura e la loro personalità dandoci un ascolto mai banale né stancante.

Music on Tnt
Loris Gualdi
I lettori di Music-on-tnt ormai dovrebbero conoscere a fondo la mia particolare affezione per Bruno Dorella e per i suoi progetti. Credo infatti di non essere mai riuscito a parlarne male, talvolta mi impegno ma non c’è nulla da fare. Nell’ambiente underground, il papà dell’etichetta “Bar la Muerte” riesce con la sua schizoide poliedricità a produrre sensazioni nerborute che non lasciano di certo impassibili. La nuova proposta della Wallace è quella di proporre una sorta di Split 10’’, sezionato in due classiche facciate viniliche. Nel side A prende residenza Stefania Pedretti e Dorella, per dar vita al bislacchismo degli OvO, che sarà il voler disorientare o sarà l’ospitata Di Xabier Iriondo, ma appaiono addirittura armonici con “Tiki 2007” e l’esplorativa “Rojo Camionero”. Lo strumento voce esiste e non può essere altrimenti, quello che è sensibilmente cambiato sono le arie più lontane da “OvO victis”, con introduzione di darkeggianti sviluppi come in “Ikusi Itsasoa”, che si mescolano con naturalezza proto rumorista. Il lato b del disco è curato da Sinistri featuring (come va di moda dire oggi) Xabier Iriondo, che dona al terzo volume di Phonometak la sua enorme esperienza. L’ex Six Minute War Madness, regala al disco l’inusuale suono del Mahai metak che esce direttamente da www.soundmetak.com, negozio specializzato in oggetti e strumenti musicali particolari. Fedeli allo spirito minimal rumorista, i due brani del lato b “Metak funk report” e “Metak dub report” portano in dote esercizi di stile, che incuriosiscono ma non riescono a decollare, nonostante la discreta maturazione menscevica.

RockIt
Terza uscita per la serie di split nata dalla collaborazione tra la Wallace Records e la Phonometak Lab dell'ex Afterhours Xabier Iriondo (che in questa uscita collabora con entrambe le band). Solito vinile 10" e solita dose di avanguardia intelligente. Su un lato ci sono gli ottimi Sinistri, si fanno notare con due brani strumentali tra jazz, funk e psichedelia deviata e figlia dell'ambient di Brian Eno - citerei la collaborazione di Robert Wyatt in "My life in the bush of ghosts" (di Eno e Byrne). Si volta il disco ed ecco gli ormai celebratissimi - meritevolmente - Ovo, presenti con quattro brani paranoici e disturbanti come solo loro, in Italia, sanno fare. Nel dettaglio, la proposta del duo parte dalle inquietanti e cadenzate atmosfere di "Rigaerstrasse", quattro minuti di puro inferno, passa alla grottesca e spiazzante filastrocca "Tiki 2007" ed alla brutale "Rosso Camionero", batteria e urla strazianti come nella migliore tradizione, per chiudersi con "Ikusiitsasoa", brano di chiaro stampo rumorista che si avvicina alla musica concreta. Il cuore pulsante dell'avanguardia tricolore batte qui, tra elaborazioni soniche e inquietudini sensoriali che nulla hanno da invidiare alle band d'oltreoceano.

Debaser
Roberto Michieletto
Quattro brani per gli Ovo e due per i Sinistri e così prende forma lo split tra due dei gruppi più interessanti, oltre che musicalmente rilevanti, del panorama sonoro nostrano, laddove - nel caso specifico - la costante è rappresentata dalla presenza di Xabier Iriondo (iniziavo a sentire la sua mancanza, visto che pareva aver messo un freno alla mania di presenzialismo...) in qualità di ospite su un pezzo di Ovo e su entrambi quelli dei Sinistri. Per quel che concerne la prestazione offerta dell'accoppiata Stefania Pedretti e Bruno Dorella occorre annotare come la formula da loro ideata venga ulteriormente indagata e approfondita, materializzando quel misto parapsicologico dove doom e avanguardia rock sperimentale sanno tanto convivere quanto sopravvivere di vita propria e distinta. Striscianti, perversamente allegorici e freak nell'essenza più creativa del termine, ma sempre nel nome di un'oscurità paranoica che conserva un pesante alone metallico, rarefatto, contorto o esplicito. Con i Sinistri la faccenda si fa più aleatoria, non perché prima regnasse l'ordine, anzi la costante del caos domina la totalità delle sei tracce, ma perché tale risulta la percezione dell'ascoltatore. A livello epidermico direi che paiono più orientati alle destrutturazioni funky di quanto non lo siano stati sinora, ma è chiaro che l'affermazione va inserita nel contesto di scatti ritmici, contorsioni chitarristiche e minimalismo noise dilatato. Trattandosi di un incontro, ma anche di uno scontro, non posso esimermi dal dichiarare un vincitore, che nel caso specifico è Ovo!